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20 agosto 2004

INCONTRI BALCANICI

Questa citta' non smette di farsi scoprire, a volte sembra un po' grottesca, a volte ingenua, ma comunque sempre entusiasmante e inaspettata. Grazie all'amica francese che ci ospita (con impareggiabili attenzioni), Julie, abbiamo l'incredibile opportunita' di capire questa citta' nelle sue manifestazioni piu' spettacolari o nascoste. Abbiamo scoperto un lungo fiume che pare la costiera romagnola, bellezze al bagno, locali super chic, yachts (ma da dove sbucano?). Abbiamo preso un taxi sgangherato con un  appassionato di Totti che ci parlava un italiano di 4 parole mentre guidava spericolato senza nemmeno guardare la strada e triuffandoci come pochi italiani sanno fare. Abbiamo  percepito che qui tutti temono di essere detestati dal mondo, ma in realta' non fanno poi molto per non detestare. Abbiamo realizzato che cio' che preme di piu' ai belgradesi e' che Belgrado piaccia, e te loi choiedono in continuazione e se rispondi  "molto" ti dicono un  "grazie" che commuove, quasi fosse un complimento personale. Abbiamo preso un aperitivo con il gruppo di francofoni che lavora nelle varie organizzazioni internazionali presenti sul territorio, sembrano tutti inseriti e felici. Siamo stati di  sera a un affollatissima festa della birra sotto la rocca del castello, e davvero mi e' venuto da pensare che tutto il mondo e'  paese...mancavano solo le piadine! Abbiamo parlato con una ragazza serba che pensa che il Kosovo non possa rivendicare diritti in quanto e' una maggioranza e che non c'e' sovranita' serba se non si possono imporre tasse. Abbiamo bevuto Pivo e mangiato Cvapcicci (come si scrive?) con gusto.

E oggi finalmente il grande incontro con la fondatrice di Otpor. L'intervista e' stata talmente interessante che ovviamente qualcosa doveva andare storto..l'MP3 pare perso per sempre. Che delusione..ma e' tutto nella nostra memoria e stasera Nicola lascera' una dichiarazione alla trasmissione di Capezzone su radio Radicale. E poi ne scriveremo..mi sono sentita davvero una giornalista!

Tra poco partiamo alla volta di Sarajevo!! Non vedo l'ora dis coprire il cuore della Bosnia, dei conflitti piu' atroci.Davvero la vacanza piu' figa della mia vita!

P.S.Vado a recuperare quello che si sta dragando una serba...mamma mia che fatica!




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19 agosto 2004

Rivelazione BELGRADO...pure troppa !

Mai citta' si e' rivelata piu' diversa da cio' che mi aspettavo. Belgrado e' una sorpresa. Seducente.I bar all'aperto non si contano,  le zone pedonali ricoprono tutto il centro con  negozi di grande classe, le donne sono (ahime') incredibilmente belle, slanciate, eleganti e sexy..riescono a portare  minigonne inverosimili abbinate a scollature strepitose senza essere volgari. Mi sento un tantino assediata e trasparente, ma non posso che ammirarle e verificare come di guerra qua non ci sia neppure un ricordo. I giovani sono ovunque ad ogni ora del giorno vedi fiumi di gente passeghgiare, i ristorantini con musicisti balcanici sono strapieni,  i sapori sono finalmente mediterranei e stranamente familiari.  Si', a Belgrado manca solo il mare. Ma dalla rocca della citta' si ammira l'incrocio di due grandi fiumi, la Sava e il Danubio, immersi in un mare di tigli. E capisci il confine degli Imperi, e comprendi il crocevia di eserciti e i mondi che da qui sono passati.

E' bizzarra Belgrado. Internazionale senza esserlo. Non c'e' uno straniero, pochi i turisti, le notizie non esulano dai confini nazionali.  I Serbi amano solo i Serbi, vivono in un paradiso dorato e se ne fregano del mondo. Non esistono collegamenti aerei con i paesi limitrofi, vogliono rimandare la tomba di Tito in Croazia (suo paese d'origine), ritengono Banja Luka una citta' serba, pensano che Bulgaria e Romania siano terzo mondo, odiano un po' tutti ma senza darlo troppo a vedere, in fondo pensano davvero di aver vinto la guerra. Ma quale guerra? Pare che qui nessuno sia stato veramente coinvolto, i palazzi distrutti dai bombardamenti si contano sulla dita delle mani, l'embargo pare non abbia mai fermato l'economia.



 




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18 agosto 2004

Treno di notte Budapest/Beograd

Avevo paura. Mi immaginavo le peggio incursioni, ladruncoli, vagoni scomodi e un tantino lerci. Invece e' arrrivato un delizioso trenino austriaco, comodo e profumato, che ci ha accompagnato dolcemente da Budapest a Belgrado, passando per Novi Sad, campagne e infiniti boschi di tigli.

Siamo arrivati da due ore e gia' lo smog mi si appiccica alle corde vocali. Mi chiedo come si faccia a fumare qui..

Belgrado sembra costruita su una rocca e dalla stazioncina al centro si percorrono salite ripide e grigie. L'asfalto sconnesso e i grandi palazzacci decadenti non rilassano lo sguardo. Piccoli manifesti di Milosevic si affacciano qua e la'. Le ragazze almeno sembrano piu' curate delle ungheresi, slanciate e ben vestite.


Col fiatone arriviamo finalmente sulla vetta della collina.Il centro di Belgrado e' un gioiellino pedonale pieno di caffe' e shopping all'ultima moda. Aspettiamo un'amica che ci ospitera' , lavora al Centro Culturale Francese.


Sono emozionata e curiosa..mi accorgo che  guardo questi uomini con diffidenza, li credo tutti un po' violenti e nazionalisti, non riesco a non immaginarli alla guerra per l'ideale bizzarro di una Grande Serbia. Spero di venire al piu' presto smentita.




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14 agosto 2004

Com'erano...

Sarajevo 1997

Sarajevo 1994


  Smoke rises behind federal parliament in Belgrade during anti-Milosevic protest

Belgrado 2000

 


E ora???




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13 agosto 2004

Pre Balcanica

Tra poco ha inizio il nostro fantasmagorico viaggio.



 Destinazione: profondo Est, alla scoperta della Non-ancora-Europa. Partiremo dalla magica e romantica Budapest per poi addentrarci nell'ormai ignota terra balcanica, mosaico di culture, religioni, nazonalita', carrefour di imperi del passato, teatro di devastazioni fratricide, occhio del mondo di dieci anni fa, buco nero di oggi: Belgrado;  Sarajevo; Mostar- ogni nome una rievocazione. Un'immagine. Un incubo -  per poi riapprodare nella piu'rassicurante Spalato e reimbarcarci nella civile Italia, a solo 200km di costa dall 'inferno.


L'adrenalina comincia a confondere le emozioni. Non so che aspettarmi. Immagino poverta'e cannonnate sui muri, occhi tristi e magri. Ma poi mi ricordo della musica chiassosa e spumeggiante di Bregovic e rivedo frammenti di Undergoround, Gatto Nero  Gatto Bianco, e mi sento quasi piu'sicura all'dea di baccanali e zingarate, di voglia di vivere e di rinascere.


Ma che paura posso avere io, spettatrice televisiva di massacri e odi di cui non ho mai sciolto la matassa? Quando avro'di fronte loro, i ragazzi di OTPOR che osarono sfidare Milosevic riusciendo laddove le bombe avevano fallito, allora forse capiro' cosé' il coraggio, la paura e il potenziale rivoluzionario che nasce dalla sfida delle idee  non- violente e nuove, forza dei giovani.


Buon viaggio!




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12 agosto 2004





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12 agosto 2004

Cio'che resta di Anna Frank..

Amsterdam e'una bella donna, un po'brilla. I caffe'colorano la miriade di canali e canaletti che disegnano la citta'come una perfetta ragnatela. Le case hanno frontoni fantasiosi ed enromi finestre avide di luce e prive di tende (forse che la un paese puritano non conosca il concetto di privacy?). I turisti vi si avvicinano curiosi, un po'shokkati, un po'sfrenati, chissa'perché hanno tutti l'aria un bel po' beata. Amsterdam e'cio'che resta dell' impero coloniale seicentesco, che ha lasciato tracce inimitabili nei preziosi musei di arte fiamminga. Amsterdam e' ora punta di diamante europeo del design e dell' architettura contemporanea. Amsterdam e' la mamma di New York. E'un cocktail strabiliante di culure ed etnie di tutti i mondi.  Amsterdam e'tollerante e indifferente, terra di liberta'ineguagliate.


Amsterdam conserva un segreto.


Lungo il Princessgracht cé'cio'che resta di una tragedia disumana e umanissima. Emozione di una soffrenza ebraica indescrivibile, descritta con la sensibilita'e la delicatezza di una giovane di 13 anni, resa famosa da un destino atroce e beffardo, comune a quello di centinai di migliaia di persone, ora solo fantasmi, anime mai redente. Amsterdam nasconde il rifugio di otto  clandestini che per 25 mesi hanno sofferto, pianto, vissuto, sperato. E salire quelle scale, attraversare quella porta mascherata da una finta libreria, entrare nella stanzetta addobbata con ritagli di giornale per rendere meno squallida la prigione, mi ha fatto rabbrividire, ricordandomi nettamente, improvvisamnete le stesse emozioni che provai leggendo a 13 anni quelle righe.


 « "la gioventù in  fondo è più solitaria della vecchiaia." Questa massima che, ho letto in qualche libro mi è rimasta in mente e l’ho trovata vera; è vero che qui gli adulti trovano maggiori difficoltà che i giovani? No, non è affatto vero. Gli anziani hanno un’opinione su tutto, e nella vita nono esitano più prima di agire. A noi giovani costa doppia fatica mantenere le nostre opinioni in un tempo in cui ogni idealismo è annientato e distrutto, in cui gli uomini si mostrano dal loro lato peggiore, in cui si dubita della verità, della giustizia e di Dio. Chi ancora afferma che qui nell’alloggio segreto gli adulti hanno una vita più difficile, non si rende certamente conto della gravità e del numero di problemi che ci assillano, problemi per i quali forse noi siamo troppo giovani, ma ci incalzano di continuo sino a che, dopo lungo tempo, noi crediamo di aver trovato una soluzione; ma è una soluzione che non sembra capace di resistere ai fatti, che la annullano. Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte il rombo l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.»


Anna Frank, op. cit. , 15 luglio 1944, pp 268-268.




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10 agosto 2004

Mare del Nord

Sembra quasi vero. E'grigio e possente, si diverte con onde mai quiete, gente di ogni stazza tenta di prendere un sole pallido e lungo -forse dopo un po' abbronza-  tette e culi piu'o meno sodi danno tranquilla mostra di se', i bimbi schiamazzano con suoni gutturali spaventosi, i gabbiani fanno il bagno coi bagnanti, (io non ce l'ho fatta..una scossa di gelo mi ha avvinghiato le caviglie ricordandomi che ero del sud-europa), e al posto degli ombrelloni ci sono le tende da campeggio per riparare dal vento.

Consiglio: Mai addormentarsi per piu'di mezz'ora..si rischia di risvegliarsi come mummie sotto una coltre di finissima e fetentissima sabbiolina.




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10 agosto 2004

DUTCH ZOOM seconda parte

Cronaca di un viaggio nelle Zeeland, ovvero la  Zelanda (quella vecchia):


Partenza con comodo alle 9.15 con  la mini car coreana in affitto (una vera e propria scatoletta). Direzione: profondo sud!

 A soli 150 km ci aspetta un mondo di canali e mulini a vento..ma soprattutto un agognato piatto di Musslins (che non sono Musulmani-attenti alla pronuncia- bensi'cozze, inimitabili pare), vero scopo della levataccia domenicale.

Armati di ottimismo nordico, ci ionoltriamo verso Rotterdam (il porto piu' grande del MONDO), citta' tra il futuristico e lo squallido, e corriamo alla ricerca della mitica road 57 ..la strada costiera che scorre sulle dighe capaci di bloccare il mare!Dopo vari inutili tentativi in cui ci perdiamo in paesini per nani dai nomi improbabili (colpa dell' autista distratto) eccola, lei, maestosa, dritta, elegante, la starda 57 ci invita ad imboccarla..

ma ecco che si staglia davanti a noi un'interminabile, luccicante fila di macchine olandesi, imbottigliate come sul GRA all'ora di punta.Ma da dove diavolo saltano fuori tutti questi olandesi?Il bel sole di domenica ha fatto andare tutti in visibilio. Tutti giulivi  e beati e sbracciati  avanzano a passo d'uomo senza colpo ferire. Non riusciendoci a spiegare un tale assurdo fenomeno, resistiamo  per una buona interminabile mezz'oretta, speranzosi di una plausibile spiegazione. Causa dell'ingorgo: una stupida smart con una stupida donna stupidamente  incapace di farla ripartire. E nessuno azzardava un benche' minimo segno di nervosismo. In Italia sarebbe stata come minimo lapidata.

Increduli procediamo illusi di aver superato il peggio, ma  l'ingorgo si riforma, interminabile. Stavolta e'un ponte levatoio sul canale.. al che' desistiamo e cerchiamo di deviare il coast-to-coast puntando verso l'interno. Ma altri 4 maledetti ponti levatoi  interrompono il nostro itinerario.Un incubo.

Esausti, arriviamo finalmente a Vlissingen - meta delle agognate cozze- con 3 ore di ritardo sulla nostra ingenua tabella di marcia, terrorizzati all'idea che le cucine siano irrimediabilmente chiuse.

Ma l'infallibile fiuto culinario del mio compagno riesce a scovare  un bel posticino vista mare del nord, e ci abbuffiamo beati e paghi delle cozze piu'squisite e succulente del mondo!!

Morale:

MAI PRENDERE LA MACCHINA IN OLANDA.MANGIATE LE COZZE DI VLISSINGEN




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7 agosto 2004

Il mal di pancia di Milosevic

Secondo giorno all'insegna del mal di stomaco..e io che pensavo di poter resistere  a tutto! Mi distraggo studiando un mega libro sulle guerre Jugoslave. Mi devo fare una cultura in vista della super inchiesta che stiamo preparando (io e lui) alla scoperta degli OTPOR il movimento dei giovani oppositori serbi a Milosevic che a colpi di slogan e graffiti, di porta a porta e di entusiasmi giovanili, hanno scalfito con coraggio e tanta sana imprudenza un regime piu'che autoritario.



Ora lui sta in un carcere proprio qua vicino..chissa' a cosa pensa! 



 




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6 agosto 2004

Olanda..mondo di balocchi

Primo giorno di meritata, meritatisisma vacanza in questa piccola elegante frazione del mondo dei balocchi, Den Haag - in gergo L'Aja- ultima casa di Spinoza, prostitute in vetrina, Palazzi di Giustizia, librerie come gioiellerie, schifezze culinarie di ogni sorta, bistrot all'aperto indifferenti alle immancabili pioggerelle d'agosto, colori, sorrisi e miscugli etnici di incredibile fantasia, dagli esiti razziali invidiabili.Qui le camerire sono appena uscite da un documentario sui vichinghi, portano i moon boot di camoscio rosa e hanno  la pancia scoperta ad ogni stagione.

I lavavetri neri mostrano con orgoglio le loro enormi schiene tatuate, i controllori dei bus sono giganti  e spaventosi, chiunque sciorina un quasi perfetto accento british che fa rabbrividire i tuoi 10 anni di corso di inglese e ti chiedi perché tutto qui continua ostinatamente ad essere scritto con almeno 4 vocali , 2 H e 3 Z.

I bimbi sono tanti, biondi e paffutelli, giá dalla carrozzina vengono nutriti con buste inverosimili di patatine fritte cosparse da una indecifrabile salsa marrone. I nonnini vispi e canuti  girano su motorini a 4 ruote e sono rossi in volto..comprensibile dato che se ti siedi in un locale é inconcepibile alzarsi prima di aver trangugiato con beatitudine almeno  3 calici di birra pallida e dolciastra.

Nessuno corre, nessuno sembra stanco e stressato, l'aria é limpida e frizzante, al posto dello smog aleggia odore di fritto e marijuana con spezie indonesiane, pechinesi, thailandesi, indiane, turche..ma dove sono finita?? Ho un mal di pancia allucinante..prometto che non trangugeró piú nulla che non assomigli vagamente a cibo.

Il sole é pallido ma persiste fino alle 22.30 regalandoti ore di giuliva beatituine. Tutto é all'incontrario, anche il mare, che per andarci devi fare la salita ed é grigio e violento come la montagna.

Tutto é permesso. Tutto nei limiti di regole severamente controllate. La libertá di questo popolo di scopritori e mercanti  trova spazio e conferma proprio nelle regole che si é autoimposto, tanto che nessuno pare scontento del sistema.

Insomma mi sa che Pinocchio era finito da queste parti prima di trasformarsi in asinello..


 




 




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15 luglio 2003

j'entendais siffler le train...

Eccola, è lei, davvero una bellezza sinuosa ... sta scendendo lenta le scalinate di Mont Martre, la vedo. Ha un cappello bianco a falde larghe che le lascia sfuggire un ciuffo di vanità bruna proprio sotto l'orecchio. Porta grandi occhiali  scuri eppure -lo sento- si sta guardando attorno con sgardo fiero e leggero. Ora capisco cos'è charme. Elegantemente seria. Lei ha un passato da Imperatrice e, pur nella miseria di oggi, riesce a mantenersi ragale. Lei ti rapisce, lo capisco dalla luce strana dei tuoi occhi, dalla tua difesa preventiva. Provo un guizzo strano lungo la schiena. Perchè mi accorgo che rapisce anche me, che non può lasciare indiffrenti. Lei lancia richiami da ogni sua curva, è avvolta in un profumo invisibile, potente come una pozione.Tu ti volti a guardarmi e hai come paura.Cos'hai letto nel mio sgardo?Forse ti sei accorto che anche io la amo già e questo ti terrorizza. Smascherato da un inaspettato complice sei di colpo vulnerabile, indifendibile. Lei ci lancia un sorriso breve e si allontana. Tu indugi, sei contratto nell'indecisione. So che la seguirai perchè altimenti tradiresti il tuo istinto. E infatti d'un tratto la chiami e finalmente conosco il suo nome misterioso. Paris si volta, ma non ti aspetta. Sei costretto a seguirla. Sprofondo nella mia rigidità e mi chiedo se saprei mai indossare il suo vestito con la stessa grazia, se come lei potrò mai cambiar di nome come d'abito, se saprò diventare intrigante, nuova e rinnovata come la città che saprà rapirti, e che tu amerai fino alla nausea.




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13 luglio 2003

un matrimonio da favola

ieri si è sposata mia sorella! Tanti auguri a Veronca e Giulio per la loro nuova vita!


e  grazie per le emozioni da favola in una zona unica come il Chianti Classico..alla faccia di Schroeder!


 




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11 luglio 2003

riforma delle pensioni

Vi segnalo questo appello...uno stimolo al governo perchè si muova sulla questione fondamentale delle pensioni che noi giovani non sappiamo nemmeno se vedremo mai..soprattutto chi è co.co.co. come me!



potete sottoscriverlo al sito www.riformiamolepensioni.org



"Ai parlamentari italiani,

Noi giovani studenti universitari in procinto di entrare nel mercato del lavoro e giovani lavoratori, siamo consapevoli di rischiare l'esclusione da un sistema pensionistico concepito in funzione di una realtà economica, demografica e sociale completamente diversa da quella attuale.

L'aumento della vita media, l'allungamento dell'aspettativa di vita al pensionamento e la diminuzione delle nascite (fenomeni non compensati dai pur necessari apporti dell'immigrazione) impongono alla "vecchia” Europa di affrontare la questione previdenziale per quel che, letteralmente, è: una questione epocale.

L'iniquità nella distribuzione di oneri e benefici tra le generazioni, come e più dell'insostenibilità finanziaria, impongono a politici che vogliano essere coraggiosi e lungimiranti, di intervenire subito con correzioni radicali dei sistemi previdenziali: ogni mese che passa senza che nulla venga fatto, prepara inevitabilmente interventi più dolorosi.

In tutta Europa, ormai, è in corso un duro confronto fra le potenti lobby, politiche e sindacali, dello status quo e i Governi, di orientamenti diversi, che avanzano seppur timidi tentativi di riforma.

In Italia, paese dove tanto gli squilibri demografici quanto la generosità degli attuali sistemi pensionistici sono più accentuati che altrove, la discussione resta confinata tra posizioni improntate ad un massimalismo conservatore da una parte e proposte di riforma del tutto inadeguate dall'altra. Nessuna parte politica, pur con importanti ma limitatissime eccezioni, sembra consapevole che pensare al futuro, di milioni di cittadini e del paese nell'insieme, significa oggi, non solo ma innanzitutto, riformare il sistema previdenziale.

Con questo appello, non intendiamo sostenere un modello di riforma piuttosto che un altro, ma intendiamo manifestare l'inquietudine ed il timore della nostra generazione, sempre più esclusa dalla cittadella dei "diritti" e delle garanzie, per la quale si sta preparando un futuro di "pensionati poveri".

Sappiamo che non vi è ragione, né economica né sociale, che giustifichi l'inerzia su questo tema.

E' su questa base che lanciamo un appello ai parlamentari italiani affinché si apra urgentemente la via per una riforma incisiva del sistema previdenziale, che non può più gravare così pesantemente sul nostro avvenire professionale, sulle nostre esistenze, sulle risorse presenti e future della nostra generazione.




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10 luglio 2003

IRAN:TUTTO IL POTERE AI GIOVANI

Roma, Piazza Campo de Fiori, 9 luglio 2003. A quattro anni di distanza dalla repressione della rivolta studentesca in Iran, il Riformista ha organizzato una manifestazione a sostegno degli studenti che questa notte ne ricorderanno l’anniversario sfidando coraggiosamente i divieti imposti dal regime teocratico. Eravamo in tanti sotto lo sguardo fiero di Giordano Bruno, il primo eretico bruciato dalla fiamme della sua rivoluzione umanista. C’erano volti noti, facce viste e riviste (pure De Michelis..), professori, personalità, giornalisti, ma anche giovani e giovanissimi e un appassionato gruppo di iraniani dissidenti che non hanno risparmiato fischi e accuse di bugiarderia a chi solo osava chiamare “Riformista” il Presidente iraniano Kathami. Molti colori politici e nessuna ideologia reimpostata, ma una causa da sostenere, bruciante e urgente. Per la prima volta in vita mia mi sono sentita a mio agio ad un appuntamento simile. Sapevo di esser lì per loro, per gli studenti che da questa notte avranno la forza di mostrarsi a viso aperto per ricordare i tristi avvenimenti del ’99, ero lì per loro e per nessun altro. Mi hanno colpito le parole sgolate di Massul, un architetto iraniano fuggito in Italia che accusava l’occidente di non capire le responsabilità di Kathami, di giustificarlo in nome di interessi economici ostinandosi a ritenerlo un Riformatore. Dittatura e Riformismo, un ossimoro puro e semplice.
Rifletto sulla nostra ipocrisia e su quella di chi fa marce della pace a comando. Ma rifletto anche sugli USA e mi chiedo se si limiteranno a inserire l’Iran nella lista nera dei nemici della democrazia.
Molto probabilmente la caduta del regime iracheno ha contribuito a dare nuovo slancio a questi giovani coraggiosi che rischiano la pelle contro un governo che li ha ingannati e forse in Iran si potrà scongiurare un intervento esterno. Loro sono tanti, sono appoggiati da varie frange di insoddisfatti e anche da una parte del clero, loro hanno deciso che non c’è tempo da perdere, che non hanno nulla da perdere, se non la pelle. Ma noi dobbiamo fare qualcosa adesso, dobbiamo raccogliere il loro grido di aiuto e dobbiamo sostenerli con tutte le nostre forze. In questo Internet si è dimostrato per loro una via di fuga e un contatto vitale con il mondo, e questa è la forza della globalizzazione, nessun regime forse sarà più impermeabile. Per questo, in onore di questo veicolo di idee e libertà e in onore anche del Rifomista oggi ho inaugurato il mio blog!

Per continuare a parlarne l’associazione Cafèbabel Roma ha organizzato un incontro per giovedì 10 luglio alle 20, al Caffè Parione di via della Pace 40, per discutere su “Iran: tutto il potere ai giovani. Libertà e democrazia in Iran”. Interverranno: Marco Contini (Il Riformista), Benedetto della Vedova (deputato europeo radicale), Mujon Baghai (attivista iraniana), Marco Valerio Lo Prete (autore del blog Iran Watch).
Coordina Nicola dell’Arciprete, Presidente di Babel International, autore di www.cafebabel.com european youth webpaper, trodotto in quattro lingue. Vi consiglio di visitarlo, pubblica uno speciale Iran molto interessante.

VI ASPETTIAMO




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