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j'entendais siffler le train...

Eccola, è lei, davvero una bellezza sinuosa ... sta scendendo lenta le scalinate di Mont Martre, la vedo. Ha un cappello bianco a falde larghe che le lascia sfuggire un ciuffo di vanità bruna proprio sotto l'orecchio. Porta grandi occhiali  scuri eppure -lo sento- si sta guardando attorno con sgardo fiero e leggero. Ora capisco cos'è charme. Elegantemente seria. Lei ha un passato da Imperatrice e, pur nella miseria di oggi, riesce a mantenersi ragale. Lei ti rapisce, lo capisco dalla luce strana dei tuoi occhi, dalla tua difesa preventiva. Provo un guizzo strano lungo la schiena. Perchè mi accorgo che rapisce anche me, che non può lasciare indiffrenti. Lei lancia richiami da ogni sua curva, è avvolta in un profumo invisibile, potente come una pozione.Tu ti volti a guardarmi e hai come paura.Cos'hai letto nel mio sgardo?Forse ti sei accorto che anche io la amo già e questo ti terrorizza. Smascherato da un inaspettato complice sei di colpo vulnerabile, indifendibile. Lei ci lancia un sorriso breve e si allontana. Tu indugi, sei contratto nell'indecisione. So che la seguirai perchè altimenti tradiresti il tuo istinto. E infatti d'un tratto la chiami e finalmente conosco il suo nome misterioso. Paris si volta, ma non ti aspetta. Sei costretto a seguirla. Sprofondo nella mia rigidità e mi chiedo se saprei mai indossare il suo vestito con la stessa grazia, se come lei potrò mai cambiar di nome come d'abito, se saprò diventare intrigante, nuova e rinnovata come la città che saprà rapirti, e che tu amerai fino alla nausea.

Pubblicato il 15/7/2003 alle 22.11 nella rubrica Diario.

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